Daniele Dell’Agnola è un trentenne piuttosto irrequieto. Insegna italiano e comunicazione in una scuola superiore e in una scuola media, quindi vede, sente e comunica tutti i giorni con ragazze e ragazzi dagli undici ai vent’anni.
Ha studiato letteratura italiana e musicologia a Friburgo, si è laureato nel 2000 e oggi è innamorato, abita a Biasca, scrive delle storie che a volte pubblica sotto forma di libri. Non si affeziona mai ai personaggi che inventa, anzi, vive in eterno conflitto con loro (va di moda dire così).
Spesso si rifugia nel suo mondo a leggere o suonare. Ultimamente, grazie al maestro Paolo Vignani, ha ripreso a studiare fisarmonica, strumento che suona da ventisei anni... Ama il jazz, ama improvvisare, non solo musicalmente. Di notte dorme, compone musica e tiene svegli i gatti del quartiere.
Finora ha pubblicato Millepiedi (testo per teatro, 2001), Tentativi ritmici (trilogia per teatro, 2003), Rocco Pieno di Cuore (racconto, 2004 + progetto didattico, 2006) e mondo fico, un insieme di racconti, un monologo, una pièce teatrale e poi, allegato al libro, c’è anche un Compact disc musicale. Questi testi sono stati messi in scena nella Svizzera italiana e in Italia grazie al fatto che un sacco di gente (attori, musicisti, lettori) l’ha sostenuto, l’ha aiutato, l’ha follemente seguito.
Promuove attività culturali nella regione in cui vive, il teatro nelle scuole dove insegna. Collabora con la pagina culturale della Regione Ticino e studia fisarmonica con Paolo Vignani, docente al conservatorio di Pesaro.
Il 17 maggio 2008 uscirà nelle librerie il suo primo romanzo, "Melinda se ne infischia" con prefazione di Dario Vergassola. Durante le presentazioni del libro in Italia e Svizzera, Daniele eseguirà dei brani composti per fisarmonica, ispirate alla storia di Melinda.
Anche se questa è una biografia, vi lasciamo la prefazione di Dario Vergassola al romanzo:
PREFAZIONE DI DARIO VERGASSOLA:
<<Da qualche anno conservo chiuso in un cassetto l’idea di un romanzo sulla scuola: un romanzo giallo che parla di insegnanti precari, di studenti pelandroni e, principalmente, della crisi di un’istituzione che, fino a quarant’anni fa, in Italia, godeva della più alta considerazione, al punto che il maestro era figura inclusa nella élite cittadina, insieme al notaio, al dottore e al Prefetto. Poi c’è stato il ’68, i decreti delegati, le okkupazioni degli Anni Ottanta, e i vari tentativi di riforma che hanno, in modi diversi, allontanato sempre più l’insegnante dallo studente, a meno che – certo – quest’ultimo non si improvvisi regista, con il suo videofonino…
Dalla Svizzera, però, qualcuno sembra sia capace di lanciare un ponte tra le due sponde opposte della cattedra: un genio pontiere. Daniele Dell’Agnola, di professione insegnate, e Melinda, 17 anni, studente, parlano la stessa lingua, una lingua inventata, un esperanto, o meglio un codice, attraverso il quale è possibile decrittare che cosa passi per la testa di un ragazzo. Grazie alla sua capacità di traduttore simultaneo adulto-adolescente e adolescente-adulto, Dell’Agnola (1976) riesce a renderci vive e vivibili le psichedeliche sfumature del mondo inventato di Melinda, una Pippi Calzelunghe ma dei giorni nostri, per questo con una vita molto più complicata della sua coetanea svedese degli Anni ‘70. E così anche quelli come me che hanno figli riescono a capire che i ragazzi sono quello che anche noi eravamo, e forse siamo ancora. Leggere Melinda se ne infischia diventa, quindi, un efficace ripasso di una materia che, forse, ci siamo dimenticati: la Cresciologia.
E se chiedessimo all’autore: “Ma chi è questa Melinda?”, forse ci risponderebbe: “Melinda c’est moi!”>>
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